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L' Orto medievale dell’Università degli Studi di Perugia sorge sul primo possedimento del monastero benedettino di S. Pietro, lì dove si ritiene fosse l’antica cattedrale cittadina,
include importanti elementi preesistenti (un tratto del tracciato della via etrusco-romana, la porta urbica del 1200 e i resti di edificazioni innalzate dai Benedettini alla fine del XVI secolo). L' Orto si propone come un giardino atipico, perché si tratta di un luogo “simbolico”, che realizza il concetto astratto del giardino monastico medievale, così che la scelta e la collocazione di alcune piante è stata attuata sulla base di criteri religiosi e culturali per permettere di rievocare miti e credenze tipiche del periodo. E’ presente, inoltre, anche un campionario di specie vegetali, il cui valore scientifico è dato dal recupero di linee genetiche antiche. Storicamente, l' orto si rifà all’ hortus conclusus dei monasteri, ovvero un giardino circondato da un muro ove si coltivavano piante medicinali e alimentari. |
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Il percorso di visita
Per raggiungere l’ ingresso all' Orto Medievale, situato all’interno del complesso abbaziale,
occorre attraversare un chiostro e un breve androne dove, un tempo, si trovava la dimora del padre cellerarius, l’ ”economo” del convento.
Il percorso suggerito evoca simbolicamente le fasi evolutive, culturali e spirituali dell’ Uomo ed è articolato in 10 stadi
successivi: dallo “Stato primordiale” o Giardino dell’Eden alla “Santità”, incarnata dal monastero di S. Pietro.
La prima parte dell' Orto simboleggia il Paradiso terrestre, con la sua forma ellittica a rappresentare “l’ uovo cosmogonico”, la cellula primordiale progenitrice di ogni essere vivente. L’ellisse è infatti circondata da acqua per rimandare ai quattro fiumi dell’Eden (Ghicon, Pison, il Tigri e l’Eufrate) e al liquido amniotico
in cui si è originata la vita. Lo spazio dell’ellisse racchiude i 12 segni zodiacali e le piante caratteristiche
di ogni segno, oltre a due alberi carichi di significato simbolico: l’albero della Vita (Magnolia
grandiflora L.) e l’albero della Rivelazione (Ficus ruminalis L.), che individuano i due punti estremi, rispettivamente Cielo e Terra, il Divino e il Terrestre. |
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Al centro dell’ Eden, su un monte simbolico da cui sgorgano quattro sorgenti a indicare gli elementi che hanno nutrito l’umanità (acqua, latte, miele e vino), è posto l’albero della Scienza e della Luce (Olea europea L.). Proseguendo un breve tratto, sulla destra si trova il Lucus o bosco sacro: presso i monaci, infatti, il bosco assunse il significato simbolico di luogo dove poter sostare e meditare e dove poter rivivere lo stato eremitico. I monaci benedettini, inoltre,
seppero sfruttare in maniera razionale i boschi che circondavano spesso i propri monasteri od erano parte integrante di essi, ed è grazie a loro che alcuni biotipi di rilevante interesse naturalistico sono giunti sino a noi. Tra gli alberi del Lucus, alcuni sono centenari, come il cedro del Libano, il cosiddetto “albero delle fragole”, l’ alloro, il tiglio, e il Ginkgo biloba o “l’ albero dell’ Eterna giovinezza”. Il percorso conduce poi, costeggiando le mura, all’ultima parte dell' Orto Medievale, in cui è stato ricostruito il Giardino monastico con l’Hortus sanitatis per le specie medicinali, l’Hortus holerorum, l’Aromatarium e il Pomarium con le specie alimentari e aromatiche. L’ Hortus sanitatis, in particolare, rappresenta una piccola ricostruzione dell’Orto dei Semplici, presente in tutti i monasteri medievali e in cui venivano collezionate le specie utilizzate a vario titolo nella cura delle malattie.
L’ etichettatura delle oltre duecento specie presenti nell' Orto riporta il nome volgare in uso nel medioevo, utilizzando come principale fonte storica famosi testi della Scuola Medica Salernitana, che in quel periodo divenne uno dei maggiori centri di studio italiani, dettando criteri fondamentali di terapia, igiene e nutrizione seguiti dai medici per secoli. Nell’Hortus holerorum, dedicato alle piante alimentari, sono presenti sette aiuole che simboleggiano i sette pianeti dell’antichità (Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno) e indicano l’importanza che si supponeva l’influsso astrale avesse sui ritmi biologici delle piante. Risalendo ancora lungo le mura di cinta si giunge al Podium, i resti di un vecchio torrione delle mura cinquecentesche
dal quale si gode un suggestivo panorama sulla Valle Umbra, su Assisi, sul Subasio e sull’Appennino umbro-marchigiano. Si incontra poi il Theatrum, una struttura semicircolare utilizzata come aula didattica all’ aperto e realizzata su ciò che rimane di una antica peschiera, in cui i monaci praticarono la pescicoltura.
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Si può visitare l' Orto Medievale:
venerdì 23
dalle ore 11.30 alle 20.00
sabato 24 e domenica 25
dalle ore 10.00 alle 20.00
L’ingresso è libero.
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